Sindrome delle Apnee Notturne

Una patologie frequente e pericolosa ma spesso sottovalutata.

Sei sempre stanco?

S

    Sei sempre stanco? Ti alzi dal letto meno riposato di quando sei andato a dormire? Ti senti poco brillante durante il giorno? Vai spesso in bagno durante la notte? Hai problemi di disfunzione erettile?
    Se ti hanno detto che russi tutti questi sintomi potrebbero essere provocati da un problema a carico delle vie respiratorie. In particolare, potrebbe essere presente una Sindrome delle Apnee notturne (OSAS).
    Oltre a questo grave peggioramento della qualità di vita, soffrire di OSAS può causare gravi complicanze quali ictus e infarto miocardico.
Non credi che sia arrivato il momento di saperne di più?

Cos'è la Sindrome delle Apnee Notturne?

C

    La OSAS è un disturbo caratterizzato da russamento (roncopatia) intervallato da frequenti pause respiratorie. Queste pause respiratorie sono denominate apnee o ipopnee, a seconda che la respirazione venga interrota completamente o in modo parziale.
Il numero di episodi di apnea viene indicato nei referti con l'acronimo AHI. Si parla di OSAS di grado lieve quando il numero di apnee è compreso tra 5 e 15; grado medio tra 15 e 30 e grave sopra 30.

Che conseguenze ha la Sindrome delle Apnee Notturne?

C

    Soffrire di apnee notturne non è uno scherzo. La presenza continuativa e protratta delle apnee tipica delle forme medio-gravi, è in grado di determinare infiammazione tissutale massiva e disfunzioni metaboliche di rilievo.

    Secondo vecchie stime l'OSAS interessaerebbe circa il 2-4% della popolazione ma recenti studi hanno evidenziato che la popolazione interessata potrebbe essere molto più ampia (anche oltre il 20%).
    La patologia è più frequente quanto più cresce l’età ed il picco massimo di incidenza si colloca intorno ai 60 anni.
    Il problema interessa soprattutto gli uomini ma intorno ai 50 anni l’incidenza si equilibra tra i due sessi, forse a causa della menopausa.
    L’obesità è il principale fattore in grado di influenzare l’insorgenza di una OSAS, soprattutto se essa è associata ad un elevato diametro del collo. E' utile ricordare, tuttavia, che la malattia interessa molto frequentemente anche soggetti magri. Riguardo l'associazione tra obesità e sindrome delle apnee notturne ti consigliamo di leggere anche il Post "Non riesci a dimagrire? Forse soffri di apnee notturne".

Quali sono i sintomi della Sindrome delle Apnee notturne?

Q

    I sintomi dell'apnea possono essere molto variabili. L'entità della sintomatologia è di solito correlata alla gravità della sindrome. Tuttavia, non è infrequente trovare pazienti con forme gravi ma del tutto asintomatici.
    Durante il giorno il paziente può presentare una spiccata sonnolenza. Altri sintomi frequenti sono l'emicrania mattutina (mal di testa) , umore depresso, perdita di memoria a breve termine. Esiste anche una chiara associazione con l'insorgenza di disfunzioni sessuali maschili.
    Durante la notte la Sindrome può essere associata, oltre che a russamento spiccato, a spiccata Nicturia (ovvero tendenza ad urinare spesso).
    Al contrario di quanto accade negli adulti, nei bambini affetti da OSAS, è facile riscontrare iperattività e difficoltà nel mantenere l'attenzione. A tal proposito è da tempo nota l'associazione tra OSAS e deficit di attenzione.

Un caso di OSAS.

Quali sono i fattori di richio per OSAS?

Q

    Alcune caratteristiche del paziente si associano ad una maggior incidenza di OSAS. Tra i fattori di rischio troviamo l'Obesità, una elevata Circonferenza del collo, una funzionalità nasale ridotta, tonsille di grandi dimensioni.
    Queste sono tutte caratteristiche fisiche-anatomiche in grado di favorire il collasso delle vie aeree superiori. Oltre a queste caratteristiche fisiche, inoltre, esiste una predisposizione personale al collasso delle prime vie aeree, forse determinato da una maggiore elasticità dei tessuti rispetto alle persone non affette da OSAS. Per questo motivo, non è infrequente trovare forme di OSAS anche gravi in pazienti senza apparenti alterazioni anatomiche. In pratica, la respirazione durante il sonno dei pazienti affetti da OSAS, è caratterizzata da una netta riduzione del flusso aereo. Questa riduzione frequentemente è provocata da ostruzione meccanica evidente anche in veglia ma in altri casi l'ostruzione si produce solo con il rilasciamento muscolo-tendineo tipico del sonno.

Come si fa la Diagnosi di Sindrome delle Apnee Notturne?

C

    La polisonnografia rappresenta un passo decisivo nella diagnosi e nella stadiazione di una OSAS permettendo di distinguere i "normali" russatori dai soggetti "apnoici" e di quantificare la gravità e la tipologia della patologia. La polisonnografia è un esame del tutto non invasivo (non vengono utilizzate sonde nè aghi ecc) ed è sempre ben tollerato dal paziente. La gravità della patologia viene espressa utilizzando diversi indici. Tra i parametri da considerare, oltre al già citato indice di apnee ed ipopnee (AHI), troviamo anche il livello di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca notturna.

La Sindrome delle Apnee Notturne può interessare i bambini?

L

    Le apnee ostruttive possono colpire anche i bambini, in particolar modo se obesi o affetti da sindrome di Down. Nel bambino l’ostruzione respiratoria può condurre agli stessi disturbi dell’adulto ma di solito la causa dell’ostruzione è una ipetrofia adeno-tonsillare.
    Tra i sintomi più ricorrenti di un disturbo respiratorio notturno nel bambino ricordiamo il basso rendimento scolastico e, in alcuni casi, un disturbo dell'apprendimento. Le difficoltà scolastiche possono essere collegate alla presenza di un disturbo di iperattività/disattenzione.
    Dal punto di vista della diagnosi, occorre sottolineare che l'esecuzione di esami strumentali nel bambino piccolo può riservare qualche difficoltà. Lo studio poli(sonno)grafico, per esempio, è difficilmente eseguibile a domicilio e spesso deve essere condotto in ambito ospedaliero. Vista la difficoltà di esecuzione dell'esame spesso si cerca di eseguire una pulsossimetria notturna per cercare di diagnosticare la patologia. L'associazione di pulsossimetria notturna e visita specialista otorinolaringoiatrica, riesce ad identificare la maggior parte dei disturbi respiratori notturni nel bambino. L’apnea Ostruttiva sembra essere correlata alla così detta «Sindrome della morte improvvisa in culla».

Come curare la Sindrome delle Apnee Notturne?

L

    Non esiste una terapia standard adatta a tutti i pazienti con OSAS. Chi propone un trattamento senza eseguire uno studio polisonnografico probabilmente non ha ben chiara la natura del problema. Infatti, è impossibile indirizzarsi verso una delle possibili cure senza prima conoscere le caratteristiche della sindrome apnoica del paziente che abbiamo di fronte.
    I provvedimenti devono essere studiati e personalizzati per ciascun paziente dopo una attenta valutazione clinica e strumentale. In generale sono possibili diversi trattamenti che vanno dal miglioramento delle abitudini di vita a interventi chirurgici molto complessi. Molte volte può essere opportuna l'associazione di diverse modalità terapeutiche.

Terapia non chirurgica

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    Per quanto riguarda la terapia non chirurgica esistono diverse possibilità.
    In particolari casi possono essere utilizzate delle protesi odontoiatriche anti-roncopatia. Si tratta di dispositivi confezionati su misura dall'odontoiatra, in grado di "stirare i muscoli della gola" avanzando la mandibola. E' molto importante che questi dispositivi vengano realizzati da un odontoiatra con esperienza specifica in disturbi del sonno. Dispositivi universali, ampliamente disponibili in farmacia, possono essere utili per testare la tolleranza ad un dispositivo intra-orale, prima di procedere all'acquisto di un più costoso strumento personalizzato. I dispositivi orali personalizzati sono sempre meglio tollerati e sono molto più efficaci. A tal proposito di consigliamo di leggere il Post "Una protesi in bocca per smettere di russare".
    Nel caso che le apnee si verifichino soltanto in posizione supina, si può valutare l'utilizzo di Dispositivi posizionali. Si tratta di dispositivi creati per evitare che il paziente dorma in posizione supina. Tra i più utili e completi segnaliamo il Night Shift. Si tratta di un "collare vibrante" che il paziente indossa durante il riposo, in grado di spostare il paziente dalla posizione supina emettendo vibrazioni a frequenza variabile. Per approfondimenti vedi la pagina sulla terapia posizionale.
    Per le forme medio-gravi, il trattamento di prima scelta resta la Macchina per ventilazione a pressione positiva continua (CPAP).

Terapia Chirurgica

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    La terapia chirurgica, solitamente, viene lasciata come ultima alternativa in caso di fallimento degli altri trattamenti.
    Il trattamento chirurgico immediato può essere proposto soprattutto in caso di presenza di alterazioni anatomiche molto spiccate o in caso di soggetti molto giovani.
    La tipologia di intervento varia moltissimo a seconda delle necessità del caso. La chirurgia nasale, pur utile in alcuni casi, da sola non risolve quasi mai il problema. Molte volte è necessario un trattamento che intervenga su più sedi di ostruzione (palato e base della lingua soprattutto).

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti