Mononucleosi - La Clinica.

Cause,diagnosi e terapia.

Storia e definizione di Mononucleosi

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    La mononucleosi, anche conosciuta come "malattia del bacio" per via di una delle sue possibili modalità di trasmissione, è una malattia infettiva causata dal virus di Epstein Barr (EBV). Si tratta di una patologia molto diffusa sia nei paesi industrializzati che nei paesi in via di sviluppo. La malattia è stata descritta per la prima volta nel 1920 da Sprunt ed Evans.
    A quel tempo, l'agente responsabile della patologia (il Virus Epstein-Barr) non era ancora stato identificato. Già nel 1889, tuttavia, i medici tedeschi parlavano della mononucleosi, definendola "febbre ghiandolare". Questa affezione era descritta come una febbre associata a mal di gola (faringite) e ingrossamento dei linfonodi del collo. Tuttavia, al tempo non si conosceva ancora se la patologia fosse provocata da una infezione batterica o virale.
    L'associazione tra infezione da Epstein-Barr e mononucleosi è stata scoperta soltanto nel 1960.
    Si tratta di una patologia particolarmente diffusa nella popolazione pediatrica e negli adolescenti, mentre risulta sicuramente meno frequente tra gli adulti.

Decorso e complicanze della Mononucleosi

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      Nonostante la malattia abbia, nella stragrande maggioranza dei casi, un decorso benevolo, la mononucleosi può essere un problema assai fastidioso. Infatti, la mononucleosi è una malattia caratterizzata da prolungato indebolimento del sistema immunitario.
      La malattia può avere una sintomatolgia d'esordio abbastanza eclatante ma l'aspetto sicuramente più noioso è rappresentato dalla lunga immunosoppressione scatenata dall'infezione.
    La riduzione delle difese immunitarie può determinare infezioni ricorrenti e un notevole senso di "spossatezza" e fatica.
    I sintomi possono prolungarsi anche a molti mesi di distanza dall'esordio.
Non deve essere trascurata la rara (1-2%) evenienza di rottura della milza, evento potenzialmente mortale. Altra rara possibilità è l'insorgenza di un linfoma conseguente all'infezione da Virus di Epstein-Barr.

    Il Virus di Epstein-Barr si trasmette attraverso intimo contatto con le secrezioni umane, in particolare attraverso la saliva. Nonostante il nome di "malattia del bacio", la patologia può essere contratta anche semplicemente utilizzando un bicchiere non ben lavato
    Il Virus colonizza inizialmente le cellule B dell'epitelio di rivestimento dell'orofaringe e, meno frequentemente, le cellule della cervice uterina (giustificando alcuni casi di trasmissione sessuale). In rare occasioni, il Virus può essere trasmesso attraverso una trasfusione di sangue. In seguito, le cellule B circolanti, diffondono il virus a tutto il sistema endoteliale reticolare (milza, fegato, linfonodi). Il virus può essere trasportato anche a livello del sistema nervoso centrale.
    La risposta all'infezione da parte dei linfociti T è determinante nello sviluppo del quadro clinico dell'infezione da Epstein-Barr. Nella maggior parte dei casi si ha una risposta rapida ed efficiente, in grado di determinare la scomparsa della sintomatologia e l'immunità a vita. In rari casi, tuttavia, si può assistere ad una risposta eccessiva, caratterizzata da replicazione incontrollata delle cellule B. Tale replicazione fuori controllo può determinare la comparsa di patologie maligne (ad esempio, linfomi). Altre patologie maligne in cui è stata dimostrata una associazione all'infezione de EBV sono il cancro del rinofaringe, il leiomioma, il leiomiosarcoma, il linfoma di Burkitt.

Sintomi della Mononucleosi

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    Per quanto riguarda la sintomatologia, la maggior parte dei pazienti che hanno contratto il Virus di Epstein-Barr, risulta del tutto asintomatico.
    Il periodo di incubazione dell'infezione è di circa 1-2 mesi ed è caratterizzato, in fase acuta, da affaticabilità, malessere prolungato, e bruciore alla gola. Il senso di spossatezza può avere entità variabile. In alcuni casi puà essere tale da rendere problematica l'attività quotidiana. Solitamente è presente febbre, ma non di grado elevato. Può essere presente anoressia non associata a nausea e vomito.
    Visitando il paziente, i reperti che più spesso ci possono far identificare la patologia sono la febbre, la tumefazione diffusa delle ghiandole linfonodali del collo, la faringite, l'edema peri-orbitario e il rash cutaneo non pruriginoso sul viso. Tipicamente, l'arrossamento sul viso viene accentuato dalla somministrazione di una penicillina. Tuttavia, tutti questi segni possono essere anche completamente assenti.
    Sintomi rari ma a volte presenti possono essere: encefalite, paralisi del VII nervo cranico, miocardite, glomerulonefrite. Nelle fasi più avanzate è possibile trovare epatomegalia, petecchie palatali, splenomegalia.

Diagnosi di Mononucleosi

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    Per quanto riguarda la diagnosi, ci si può affidare al Monotest, un test economico che però risulta positivo solo dopo alcune settimane dal contagio. Si tratta di un esame del sangue volto a ricercare la presenza di anticorpi aspecifici per il virus di Epstein Barr. In pratica, il test ci dirà semplicemente se è presente o assente il Virus di Epstein Barr, senza darci informazioni sul momento in cui l'infezione si è sviluppata. L'esecuzione di semplici esami di routine evidenzierà solamente un aumeno dei globuli bianchi, una evenienza tutt'altro che specifica. L'esecuzione di esami più costosi che prevedono la ricerca di anticorpi specifici anti-EBV permette di comprendere in modo più approfondito la storia clinica dell'infezione. La ricerca dell'antigene VCA permette di stabilire, oltre alla presenza o meno del virus, anche un calendario approssimativo dell'infezione.
    L'osservazione clinica del paziente da sola non permette la diagnosi, in quanto i segni e sintomi della patologia sono sovrappo La faringite riscontrabile in corso di mononucleosi, infatti, può essere facilmeente confusa con una faringite batterica. In alcuni casi la faringite può essere particolare, caratterizzata da una forte tumefazione tonsillare che può addirittura sfociare in una difficoltà respiratoria o deglutitoria. In questi casi si parla in questo caso di "tonsille che si baciano", in quanto arrivano a toccarsi sulla linea mediana. Non è infrequente che, in questi casi, il paziente emetta anche alcuni colpi di tosse per cercare di liberarsi da blocchi di saliva.
    La presenza di petecchie sul palato può farci pensare alla mononucleosi ma esse sono presenti anche nell'infezione batterica da Streptococco A.
    Esistono tuttavia altri agenti infettivi in grado di sviluppare malattie con sintomi analoghi. Tra questi ricordiamo il citomegalovirus, i virus dell’epatite A, B o C, il virus della rosolia e il toxoplasma. A volte la diagnosi differenziale tra l’infezione da EBV ed altre patologie è molto importante. Ad esempio, nelle donne in gravidanza.

Terapia della Mononucleosi

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    La terapia è di tipo sintomatologico, ovvero volta a cercare di migliorare la qualità di vita del paziente nell'attesa del naturale decorso della malattia. E' consigliato il riposo o quanto meno la riduzione delle attività non strettamente necessarie. Saranno anche necessari controlli clinici ed ematici periodici.
    La terapia farmacologica può essere necessaria in casi particolari. Il cortisone, anche in alta dose, può essere necessario in caso di ostruzione respiratoria. L'utilizzo di farmaci anti-virali resta controverso.
Eventuali terapie antibiotiche non devono in alcun modo essere prese in considerazione. La somministrazione accidentale di amoxicillina, anche se priva di effetti gravi, può determinare la comparsa di un arrossamento diffuso sul volto (rush cutaneo).

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti